Metà dei 15enni italiani incapace di comprendere un testo

“Metà dei 15enni italiani incapace di comprendere un testo”: l’allarme di Save the Children
di Ninni Raimondi

E’ allarme analfabetismo funzionale tra i giovanissimi, lo rende noto Save The Children Italia per bocca del presidente Claudio Tesauro: «La dispersione scolastica implicita, cioè l’incapacità di un ragazzo/a di 15 anni di comprendere il significato di un testo scritto, è al 51%». Traduzione, metà dei ragazzi italiani sotto i 15 anni non sa interpretare un elaborato scritto. Si tratta di quasi un milione e mezzo di persone, tenendo conto della fascia d’età che va dai 10 ai 14 anni.

L’allarme di Save the Children
E se prima del marzo 2020 la situazione dello Stivale non poteva dirsi rosea, dopo due anni di restrizioni, Dad e isolamento si può e si deve parlare di dramma, «non solo per il sistema di istruzione e per lo sviluppo economico, ma per la tenuta democratica di un Paese.

I più colpiti sono gli studenti delle famiglie più povere, quelle che vivono al sud e quelle con background migratorio». Lo ha ribadito Tesauro aprendo i lavori di Impossibile, una quattro giorni di riflessioni e proposte sull’infanzia e l’adolescenza, specificando come il dato sia da collegare al «tracollo sugli apprendimenti conseguente alla pandemia». A questo, prosegue Save the Children, vanno aggiunti «876mila bambini della scuola dell’infanzia» che “hanno sofferto della discontinuità e frammentazione nei primi passi del loro percorso educativo».
e condizioni economiche delle famiglie italiane, peggiorate sensibilmente negli ultimi due anni, non giocano a favore dell’apprendimento infantile e adolescenziale. Soprattutto in aree già fortemente depresse o svantaggiate. Per Save the Children in Italia esiste «una crudele ingiustizia generazionale perché la crisi ha colpito proprio i bambini. Non solo 1.384mila bambini in povertà assoluta (dato più alto degli ultimi 15 anni) ma un bambino in Italia oggi ha il doppio delle probabilità di vivere in povertà assoluta rispetto ad un adulto, il triplo delle probabilità rispetto a chi ha più di 65 anni».

Il dramma dei Neet
Ai numeri riguardanti gli under 15 vanno aggiunti quelli — parimenti drammatici — che riguardano «più di due milioni di giovani, ovvero 1 giovane su cinque fra i 15 e i 29 anni» che si trovano «fuori da ogni percorso di scuola, formazione e lavoro». Sono i cosiddetti Neet, l’acronimo inglese di Neither in employment or in education or training che indica persone non impegnate nello studio, né nel lavoro né nella formazione. «In sei regioni, il numero dei ragazzi e delle ragazze Neet ha già superato il numero dei ragazzi, della stessa fascia di età, inseriti nel mondo del lavoro. In Sicilia, Campania, Calabria per 2 giovani occupati ce ne sono altri 3 che sono fuori dal lavoro, dalla formazione e dallo studio. Dati che» conclude «fanno a pugni con la richiesta del mondo produttivo».