Guerra hacker tra Italia e Russia

Guerra hacker tra Italia e Russia, i pirati di Anonymous affondano Killnet
di Ninni Raimondi

Continua sulla piattaforma digitale la guerra tra i pirati delle nazioni politicamente coinvolte nel conflitto russo-ucraino. Lunedì vi avevamo raccontato dell’attacco contro il sito della Polizia di Stato italiana, ad opera degli hacker filorussi di Killnet. Oggi, invece vi riportiamo il secondo capitolo di questa agguerrita storia tutta informatica.

Guerra tra hacker: Anonymous Italia affonda Killnet
Il collettivo hacker Anonymous Italia ha infatti bucato e, come ammesso dagli stessi pirati russi, affondato, il sito internet di Killnet. Il gruppo vicino al Cremlino è stato infatti oggetto di una dura serie di colpi inflitti dai anonimi nerd italiani che hanno celebrato la vittoria su internet.

Non paga dello schiacciante risultato, Anonymous ha inoltre scovato e pubblicato in rete nomi e cognomi dei rappresentanti di Killnet, con tanto di fotografia del suo leader, Viva Dunaev, ora oggetto di indagini da parte delle autorità competenti. Il tutto si è verificato, lo ricorderete, dopo che i pirati russi presero di mira 10 paesi, tra i quali l’Italia, per sabotare Eurovision e le sanzioni anti-russe promulgate dal fronte occidentale.

La guerra del terzo millennio
A inizio marzo scorso, agli albori dell’attuale scontro bellico tra Russia e Ucraina, in nome di una più egualitaria libertà di informazione, i pirati informatici russi già avevano attaccato i canali internazionali di Anonymous, dichiarando guerra al collettivo hacker più famoso al mondo. Questo il messaggio che Killnet diffuse nel web a marzo, bucando i nemici occidentali: “Internet è piena di false informazioni sugli hack delle banche russe, attacchi ai media server russi e molto altro. Tutto questo non è pericoloso per le persone. Questa ‘bomba informativa’ contiene solo testo. E niente più male. Non innamorarti di false informazioni su Internet. Non avere dubbi nel tuo paese”.

Se, come si suol dire, la ragione sta nel mezzo, soprattutto nel campo dell’informazione, oggi abbiamo l’ulteriore prova che la guerra del terzo millennio si gioca principalmente in rete: con bombardamenti mediatici, fake news e sabotaggi dei siti e dei profili più scomodi. Una guerra però che, anche in questo campo, vede i cervelli italiani all’altezza della situazione e, magari, un giorno potrebbero essere impiegati in affari molto più utili per la nostra nazione.