Fiano e Letta contro corteo CasaPound

Fiano e Letta contro corteo CasaPound: i democratici non ammettono opposizione
di Ninni Raimondi

Il corteo di Casapound è finito nell’occhio del mirino dei soliti cani da guardia della democrazia: Enrico Letta ed Emanuele Fiano infatti hanno twittato pochi minuti fa fa con la solita spocchia dei controllori del pensiero contro il corteo indetto dal movimento delle tartarughe frecciate contro il governo Draghi.

Un corteo scomodo
Del resto cosa potevamo aspettarci? Enrico Letta è saldamente in sella ad uno dei partiti della maggioranza che ha sostenuto fin dall’inizio l’insediamento dell’ennesimo governo tecnico alla guida dell’Italia. Non c’è da meravigliarsi che si scaglino contro l’unico corteo indetto, da più di un anno ad oggi, contro il governo di Mario Draghi. Fiano ha scritto che “la manifestazione prevista a Roma per il 28 maggio non deve essere permessa”, mentre il segretario del Partito Democratico si è limitato ad un no netto e senza appello al corteo “neo-fascista”. Ci ha pensato Luca Marsella, esponente e già consigliere municipale ad Ostia per Casapound Italia, a controbattere agli epigoni dell’antifascismo: “Il segretario Letta, Fiano e i deputati del Pd, quelli che hanno distrutto l’Italia, pretendono di VIETARE una legittima manifestazione contro il governo Draghi” e continua “CasaPound non accetterà divieti”.

La democrazia a senso unico
Per l’ennesima volta i democratici ci danno una lezione di democrazia: le manifestazioni che vanno bene sono soltanto le loro. Facile no? Se un movimento politico si oppone a questo status-quo creato ad hoc per avere un governo non eletto dal popolo finisce nell’occhio del mirino dei controllori del pensiero unico. Non stupisce, ma non smette mai di sorprendere fin dove si riesce a spingere l’arroganza di un partito che da anni occupa abusivamente, senza consenso, gli scranni del parlamento e detta legge come fosse l’Unico.