L’Ucraina ora crede di poter vincere

L’Ucraina ora crede di poter vincere. Zelensky e Kuleba dettano le condizioni
di Ninni Raimondi

Ora l’Ucraina crede di poter vincere la guerra. “Sono pronto a parlare con Putin, ma i russi devono andarsene. La Crimea non sarà mai russa”: il presidente ucraino Volodymyr Zelensky detta le condizioni per la fine del conflitto. E gli fa eco il ministro degli Esteri Dmytro Kuleba. Nella sua prima intervista a una tv italiana, a Porta a Porta da Bruno Vespa, Zelensky chiarisce che “è pronto a parlare con Putin, senza mediatori. Ma – precisa il presidente ucraino – senza ultimatum”. Kuleba, intervistato da Repubblica, dal canto suo spiega a quali condizioni l’Ucraina può vincere la guerra.

Ora Kiev ci crede: l’Ucraina può vincere la guerra. Le condizioni poste da Zelensky e Kuleba
Niente ultimatum dalla Russia, dunque – è la richiesta del presidente ucraino, che dal canto suo invece pone condizioni: sovranità e integrità territoriale dell’Ucraina, compresa la Crimea, dunque. Il presidente ucraino, intervistato da Vespa, torna a chiedere più armi possibili da parte dell’Occidente. Più volte Zelensky poi ha chiamato in causa il premier Mario Draghi, ringraziando l’Italia per la sua posizione dura contro Mosca. E se Draghi ora punta al dialogo e alla pace (in questo non in linea con il presidente Usa Joe Biden), il presidente ucraino parla di guerra e di volerla vincere. D’altronde lo stesso Draghi non può essere che d’accordo, visto che ha affermato che a dettare le condizioni per la pace debba essere Kiev.

Le condizioni per vincere secondo Kuleba: “Capacità di resistenza, fornitura di armi, sanzioni contro la Russia”
La posizione del presidente ucraino è ribadita dal ministro degli Esteri, Dmytro Kuleba. “Sono necessari tre elementi per il successo: la capacità di resistenza, il carattere e la forza di combattere dell’Ucraina; la fornitura delle armi necessarie; e le sanzioni contro la Russia. In presenza di tutti e tre i fattori vinceremo questa guerra“. In un’intervista a Repubblica, Kuleba chiarisce che per quanto riguarda i negoziati, ora in stallo, “le condizioni vengono stabilite dal campo di battaglia, non viceversa. Al momento ci sentiamo più sicuri sul versante degli scontri armati, quindi assumiamo una posizione più dura nei negoziati – chiarisce il ministro degli Esteri ucraino -. Se la situazione sul campo di battaglia dovesse capovolgersi, sarebbe la Russia a trovarsi in una posizione migliore. Ma il vero problema è che la Russia non mostra alcuna disponibilità a negoziati autentici e sostanziali. Come nazione e Paese sovrano non abbiamo alternativa se non vincere questa guerra, costi quel che costi”.

Kiev rivendica di aver colpito un’altra nave russa nel Mar Nero
Sul fronte del conflitto russo-ucraino, intanto, Kiev rivendica di aver colpito un’altra nave russa nel Mar Nero. Lo scrive Canale 24, che cita fonti dell’intelligence ucraina. Si tratterebbe di una nave di supporto logistico che la notte scorsa si dirigeva verso l’Isola dei Serpenti. Secondo le prime informazioni è scoppiato un incendio a bordo, di cui non si conoscono le cause, e le forze russe sono riuscite a portarla nel porto di Sebastopoli, in Crimea. Se la notizia fosse confermata si tratterebbe della 14esima nave russa messa fuori combattimento delle forze ucraine.

Prosegue l’offensiva russa nel Donbass
Le forze russe stanno intensificando le offensive su Izyum, nella regione orientale ucraina di Kharkiv, e a Severodonetsk, nella regione orientale di Lugansk, nel tentativo di spingersi verso Sloviansk e Kramatorsk, entrambe nella regione di Donetsk. Lo riferisce l’intelligence britannica, spiegando che l’obiettivo principale su questo asse è quello di circondare le forze ucraine isolandole dai rinforzi provenienti da ovest. Appare evidente che nella seconda fase dell’operazione speciale russa, gli sforzi si concentrano nella conquista e messa in sicurezza del Donbass. Ma, riempiti di armi dall’Occidente, gli ucraini potranno dar battaglia ancora molto a lungo.