Centrodestra siciliano di nuovo ai ferri corti

Centrodestra siciliano di nuovo ai ferri corti. E intanto alla Camera…
di Ninni Raimondi

Forse ha cantato vittoria (si fa per dire) troppo presto chi pensava che il centrodestra si fosse ricompattato in Sicilia e in Parlamento: in verità la coalizione è ai ferri corti sul fronte Musumeci e ieri alla Camera sull’importante voto sul presidenzialismo c’erano troppe assenze.

Musumeci chiede a Meloni e Salvini che trovino accordo su sua ricandidatura
“Io credo che Meloni e Salvini debbano sentirsi, parlarsi, e in mezz’ora si risolve tutto”. Così Nello Musumeci, presidente della Regione Siciliana, in un articolo sul Corriere della Sera, parlando della spaccatura che si è creata nella coalizione di centrodestra sulla sua ricandidatura a governatore. “Il tema non è locale ma nazionale, loro devono decidere”, prosegue Musumeci. E su Miccichè aggiunge: “Non mi ha chiamato, ma non è un problema. Oggi eravamo in Aula assieme. Mica bisogna essere amici per fare politica dalla stessa parte”. Il coordinatore siciliano di FI è stato al centro di un giro di smentite e contro smentite per aver dato del “fascista” a Musumeci in un’intervista alla Stampa.
Musumeci non teme nessuna “mossa del cavallo”, quella evocata contro di lui da Gianfranco Miccichè in una presunta telefonata con Silvio Berlusconi: “Ma figuriamoci. Fu inventata nel lontano ‘600 da Pietro Carrera, nato a Militello in Val di Catania, come me e Pippo Baudo: nel gioco degli scacchi io le mosse le conosco”, conclude.

Centrodestra siciliano ai ferri corti
Sul fronte FdI ovviamente la ricandidatura del governatore non è in discussione. “Noi siamo con Roberto Lagalla fin dall’inizio e siamo con Nello Musumeci: poi gli altri se vogliono fare un danno al centrodestra non si esprimono, se vogliono rafforzare il centrodestra sanno quello che devono fare. La vera mossa del cavallo per tutti e anche per Gianfranco Miccichè sarebbe dire, bene, l’unità del centrodestra viene prima di ogni cosa”. Così il senatore di FdI ed emissario di Giorgia Meloni in Sicilia, Ignazio La Russa nell’incontro improvvisato con i cronisti in un hotel a Palermo, con al fianco Musumeci e il candidato sindaco del centrodestra a Palermo Lagalla.

Ieri alla Camera troppi assenti ingiustificati sul voto sul presidenzialismo
Insomma, se andiamo a vedere pure il voto di ieri alla Camera sulla Pdl di FdI sul presidenzialismo, il centrodestra ha sì votato compatto ma si sono registrate fin troppe assenze non giustificate tra le file della coalizione (tre persino in FdI). Segno che ancora c’è da lavorare, e tanto, per poter parlare di centrodestra ricompattato.

In Sicilia come a livello nazionale le tensioni interne al centrodestra sono in gran parte innescate dai consensi che i sondaggi attribuiscono a FdI. Se è vero da una parte che i sondaggi vanno presi con le pinze, dall’altra va da sé che la Meloni stia battendo cassa all’interno della coalizione. In attesa, certo, di capitalizzare i consensi alle prossime politiche. Sempre se i sondaggi dicono il vero.