Chi è …

Chi è …
di Ninni Raimondi

Zelensky al Parlamento italiano ha chiesto all’Italia di congelare i beni e chiudere i porti alle navi russe e di incrementare le sanzioni.
Il messaggio, sembra, sia stato recepito, assolutamente, dal Presidente del Consiglio Mario Draghi che dall’alto della sua “finezza politica e diplomatica” sta buttando benzina sul fuoco e a quanto pare non vuole la pace, ma promette armi e promette truppe di supporto, dimenticando però che l’unico preposto è il Capo dello Stato Mattarella che è il Comandante Supremo delle nostre Forze Armate italiane.

Apparentemente, i due accoliti Draghi-Zelensky si ritrovano a fare i guerrafondai da “Operetta“: Uno minaccia, continuamente, la Guerra Mondiale e che pretende che tutti lo ascoltino e prendano le decisioni che “lui” vuole.
L’altro che non vede l’ora di sparare, sparandole grosse.
Intanto Renault ha ripreso la produzione in Russia (15% azionariato dello stato francese), la Germania non fa embargo sul gas, la Turchia tiene i porti e le banche aperte ai russi, l’Inghilterra non ha pignorato beni privati, Israele accoglie capitali e investimenti russi così come gli Emirati Arabi.

Draghi, signor “non eletto” e quindi che non rappresenta nessuno, se vuoi fare il Rambo, parti e vacci tu.
La sua finezza politico/diplomatica, poi, è davvero sconfinata:
1) In pubblico chiamò Erdogan (Presidente eletto della Turchia e facente parte della Nato) “un dittatore” e stava per far esplodere un incidente diplomatico pericolosissimo, con uno stato estero, alleato e presente nel mediterraneo, con le sue navi da guerra al largo della Sicilia e supporto alla guerra guerreggiata in Libia, che ha sempre il “ditino” sul grilletto (si veda la guerra in Siria).
2) In pubblico e sicuramente per farsi bello davanti a un Parlamento di “eletti e votati” e davanti al Presidentino ucraino, dicendo del Presidente Putin (sempre eletto dal popolo russo votante) “di grande ferocia”, dimenticando che è, come detto, il Presidente di una Nazione belligerante, al momento, con rapporti profondamente tesi e pericolosi e soprattutto, dimenticandosi che noi facciamo parte della Nato e dell’Unione Europea e quindi, tecnicamente, Mr Draghi, ha dichiarato guerra alla Federazione russa, sia come Nato, sia come appartenente all’UE, come un Capo di un governo riconosciuto dalla comunità internazionale.
“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” (art. 11 della Costituzione repubblicana: Draghi vai a studiare e non rompere)

Draghi e Di Maio (presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri prestati e pericolosamente ignoranti), andatevene a casa e forse, con il buon senso e la diplomazia, riusciamo a far smettere, alle armi, di parlare.

Ma tu guarda …